e intanto scorre il fiume

Contributo di Luigi Dorigo - Ali e Radici Multivisioni

Mostra divulgativa
I bambini morti, la violenza sulle donne, le città devastate, il sangue... a questi fatti di guerra non possiamo sottrarci nemmeno in questi anni perché, seppur non nei nostri territori ci vengono proposti come una realtà quotidiana.

Ci sono poi altre conseguenze causate da ogni guerra; meno evidenti ma ugualmente devastanti. Ogni conflitto pregiudica in modo drammatico e prolungato la salute fisica e psichica delle genti per molto tempo, anche dopo la fine delle ostilità.

Nello scorso secolo ci sono stati almeno 190 milioni di morti a causa dei conflitti. Nella Grande Guerra il 14% si contava fra i civili, e già nella Seconda Guerra Mondiale la percentuale è salita al 60%. Oggi, pur senza dati certi, pare che il 90% dei decessi da cause belliche sia attribuito alla popolazione civile.
E dovremmo aggiungere invalidi, sfollati e i tanti rifugiati.

Le guerre operano sulla salute non solo nel modo più diretto della violenza bellica ma anche per le conseguenze degli spostamenti, dei danni alle infrastrutture, dell'insicurezza alimentare, della perdita degli affetti e dall'interruzione dei tanti servizi che sono essenziali nella nostra vita per la sicurezza, il rispetto della salute e delle regole di civiltà ed uguaglianza necessarie a un adeguato vivere civile e sociale.

Ogni guerra genera un paese in difficoltà e la ricostruzione non è sempre scontata né immediata.

L'alternativa è solo la Pace.
E solo per questo: per mantenere questa conquista, è ancora opportuno ricordare le guerre.